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Il manifesto

La gran parte dei manifesti inizia con una serie di comandamenti, tesi, valori in cui la comunità crede fermamente e sottoscrive. Noi vogliamo raccontarvi una storia, ripartendo dalla metafora con cui ci avete conosciuto ovvero della scelta tra la pillola rossa e la pillola blu.Immaginate di aver preso la pillola rossa e come per magia vi si stanno aprendo pian piano gli occhi. Confusi e un po’ frastornati dalle novità decidete di scrivere una sorta di diario di viaggio, appuntando qualche piccolo pensiero (ma non così piccolo da stare nei 140 caratteri di Twitter…) su cosa scoprite di nuovo e su come affrontare la novità.Per ora ne sono stati raccolti 14, ma il viaggio è appena iniziato e “TU puoi contribuire con il tuo verso”Pensiero 1

Da un primo contatto con i “consumatori”, sembra che si tratti di soggetti dotati di intelligenza; sono curiosi e furbi, sanno dove trovare le informazioni che desiderano e come usarle per formarsi un’opinione. È insolito: appaiono sospettosi verso le stesse informazioni se pensano che siano fornite dall’alto, mentre sono propensi a fidarsi se vengono dai loro simili.

 Pensiero 2

Si dimostrano creature socievoli, specialmente all’interno del loro gruppo, con i cui cercano l’aggregazione sotto molteplici forme. Si riuniscono sulla base di motivi a prima vista poco ovvi e inventano riti e usanze che li fanno sentire uniti al resto del gruppo.

Pensiero 3

Un’altra caratteristica che notiamo in questi “consumatori” è la loro tendenza a comunicare: sono inoltre dotati di una certa dose di protagonismo e producono contenuti in diversi formati multimediali che li fanno sentire in qualche modo coinvolti.N.B. non solo i cuccioli di questa specie amano giocare.

Pensiero 4

Si tratta di esseri esigenti e incontentabili, che grazie alla loro tendenza a ricercare le informazioni e a condividerle con altri sanno perfettamente ciò che vogliono. Anche da noi vogliono cose precise, e pur di ottenerle e di essere coinvolti sono disposti a spiegarcele.Da ricordare: è difficile ingannarli.

Pensiero 5

I “consumatori” sono evoluti e appaiono più interessati al valore simbolico degli oggetti che proponiamo loro che alla loro funzionalità. Sembra quasi che pensino di impossessarsi e fare propri gli attributi astratti degli oggetti che acquistano, e di arricchire tramite questi la propria personalità.Importante: i prodotti influiscono anche sulla relazione tra un “consumatore” e l’altro.

Pensiero 6

Questi individui hanno la peculiare tendenza a vivere tutto ciò che accade loro come se di trattasse di un’esperienza, in cui momenti e spazi acquisiscono connotazioni dei prodotti che partecipano all’esperienza stessa, che spesso proprio loro hanno contribuito a creare. Sembra quasi che instaurino intorno sé un circuito auto-alimentato di informazione, consumo e esperienza. È tutto molto strano.

Pensiero 7

Un’altra caratteristica che contraddistingue il “consumatore” è la predisposizione a interfacciarsi con i soggetti con cui interagiscono con molteplici mezzi e in svariati luoghi, reali e virtuali, con notevole dispendio di energie. Le motivazioni alla base della differenziazione nelle scelte sono a noi ignote.

Pensiero 8

È fuor di dubbio che i “consumatori” parlino di noi. Riusciamo a riconoscere quando lo fanno, e alcune volte decifriamo anche cosa si dicono. Anche se le nostre comunicazioni con i singoli sono buone, quando parlano tra di loro è frustrante non riuscire a intervenire nel loro scambio. Parlano di noi e ci escludono. Abbiamo notato che se impediamo le loro comunicazioni tendono a diventare aggressivi.

Pensiero 9

Il “consumatore” tipo viene a contatto potenzialmente con ogni membro del nostro equipaggio, anche se non è specificamente assegnato alla comunicazione con la loro razza.Si suggerisce di istruire ogni membro affinché abbia competenze di marketing di base per comunicare con i “consumatori”. Sono molto suscettibili su questo punto.

Pensiero 10

A mano a mano che passiamo più tempo con i “consumatori”, ci rendiamo conto che non siamo dotati degli strumenti adatti per interagire con loro. Cerchiamo di imparare da loro, li ascoltiamo, ma se usiamo gli strumenti che loro ci suggeriscono nel modo che noi conosciamo, il risultato è pessimo e finiamo per indispettirli. Serve più tempo e dobbiamo mostrare di impegnarci per guadagnare la loro fiducia.

Pensiero 11

Ci sentiamo inspiegabilmente attratti da questi “consumatori”, proviamo uno strano affetto nei loro confronti che ci spinge a passare del tempo con loro e a interessarci a ciò che a loro interessa. A volte lo scopo per cui siamo qui passa quasi in secondo piano e la relazione che intratteniamo con loro esula dalla vendita. Questo era inatteso.

Pensiero 12

Proviamo tutti uno strano desiderio di coinvolgere il “consumatore” in quelle che sono attività solo nostre. È una sensazione insolita, come se li invitassimo a visitare il nostro mondo, e permettiamo loro di attuare delle modifiche. All’inizio è più difficile, ma a loro piace e alla fine anche noi siamo soddisfatti.

Pensiero 13

Non possiamo negare che i “consumatori” ci stiano cambiando. E ora noi dobbiamo cambiare alcune delle nostre regole, perché quelle che abbiamo non vanno più bene per esplorare e misurare il loro mondo. La nuova avventura è trasformare quello che è importante per loro in quello che ha valore per noi, e quantificarlo.

Pensiero 14

Rileggendo i Pensieri, ci accorgiamo che persino le nostre annotazioni subiscono l’influsso dei “consumatori” e perdono di valore non appena le scriviamo. Non possiamo ignorare questo fattore e dobbiamo essere pronti a cambiare con loro e con i loro tempi.

To be continued

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