Come posso resistere alla tentazione di postare anch’io sul tema così biricchino di Andrea? Non posso, infatti. Il tema è attuale e poi si presta a schieramenti tipo “apocalittici” e “integrati” e infatti ho già avuto il bene di vedere notizie di prestigiosi articoli scientifici e medici pubblicati su Lancet (ma come fa ed essere così autorevole con il mare di stramberie estratte dai suoi articoli che si leggono sui giornali…)sulla dipendenza da Facebook, sul rischio di disumanizzare le relazioni e adesso aspetto solo la notizia della sventata strage di un adolescente killer seriale in Nebraska, che voleva uccidere i suoi contatti su Facebook per numerosità di commenti decrescente. Vorrei affrontare il tema con un paio di domande:
a) ma la socialità “virtuale” è un’alterazione di quella reale o è un ulteriore “potere” che la rete ci offre e che ci permette di fare cose altrimenti non agibili? Io penso che sia un potere aggiuntivo. Mi piace passare un po’ di tempo su facebook, “vedere” gli amici (vicini e lontani per dirla con Carosio) e fare due chiacchere e magari ricevere e fare regali virtuali (non vi dico la delusione quando ho scoperto che il vino era solo un’icona..), in sintesi cazzeggiare a un livello e con una modalità che non potrei avere fuori dalla rete neanche vivessi in un borgo di quattro gatti (con i quali la relazione sarebbe di una noia mortale).
b) la socialità virtuale sostituisce quella reale? Non credo che sia proprio così, ci permette al contrario di gestire un livello di relazione “ibrido”, al contempo vicino e distaccato. In altri termini, mi permette di essere al massimo livello neotribale, in grado di condividere passioni subitanee ed effimere senza tutte le controindicazioni delle alternative off line. In verità non facciamo una cena con i vecchi amici perchè è un palla di dimensioni inimmaginabili e pone una serie di problemi fastidiosi: dalla scelta del locale al cosa mettersi…per avere poi una conversazione il più delle volte non proprio al livello delle aspettative. Sulla rete vedo identità virtuali nate per essere sociali e quindi più accessibili, più aperte e al contempo senza tempo…identità adatte a ricordare e a pensare che il tempo non passa mai.
Mannaggia ad Andrea, ho scritto il post più lungo di tutta la mia vita…
Fabrizio Maria Pini


1 commento
Quello che mi piacerebbe capire è se Facebook stia già iniziando la fase discendente. Ho sentito commenti insofferenti a certi tentativi di utilizzo commerciale, vedi mele Marlene. Il fatto che in azienda si cominci ad oscurarlo, da una parte testimonia il suo successo di diffusione, dall’altra lascia intendere che stia arrivando al picco.Solo un anno fa stavamo pensando a come sfruttare le potenzialità di second life…