Per chi come noi lavora a stretto contatto con il mondo della tecnologia, è impossibile ignorare la notizia che da alcune ore rimbalza tra i principali mezzi di informazione e i social network. La scomparsa di Steve Jobs, fondatore di Apple, ha scatenato la partecipazione di fan e ammiratori, mostrado un coinvolgimento davvero commovente e fuori dall’ordinario.
Allora sorge spontaneo chiedersi il motivo di tutto questo. Perchè non è merito del Mac o dell’iPod, e nemmeno dell’iPhone o dell’iPad. Certamente l’azienda di Cupertino e il “genio visionario” che l’ha guidata per tanti anni hanno introdotto sul mercato validissime innovazioni tecnologiche, che hanno modificato irrevocabilmente il nostro stesso modo di rapportarci a questi strumenti e che nel tempo hanno più che giustificato il successo di Apple.
Tuttavia oggi sui social network, sui profili degli utenti, non vengono condivise immagini dei successi di Jobs o dei suoi prodotti, bensì video del suo discorso ai neolaureati di Stanford e le sue citazioni più famose, come quella che gli ha fatto guadagnare il soprannome di “Pirata”: Why join the Navy…if you can be a pirate?
Il suo pensare fuori dalle righe si è tradotto nel claim “Think different” di Apple, della quale indubbiamente ha contribuito al successo, ma oggi più che mai ci appare evidente che i prodotti della Mela possono essere considerati solo un fenomeno, nel senso più kantiano del termine, della filosofia che quest’uomo ha saputo infondere nel proprio lavoro, e che oggi rappresenta la sua vera rivoluzione e il suo lascito più importante.
Quello che ci sentiamo di condividere oggi, perciò, è una grande fiducia nei confronti delle capacità personali e del valore del singolo, affinchè sia per noi uno stimolo a fare sempre meglio e ad avere la consapevolezza che un uomo può fare la differenza.


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