Mattina al museo, tra proximity marketing e made in Italy

andrea 2 agosto 2007 Casi, Comunicazione integrata

Ieri mattina sono stato al museo didattico della seta di Como per sperimentare un nuovo applicativo su palmare in corso di sviluppo da parte di i-muse™.
Si tratta di una guida su palmare che consente di aumentare l’esperienza della visita di un museo che sfrutta la tecnologia RF-ID: rispetto alle normali audioguide io ho apprezzato i momenti in cui il sistema forniva un’esperienza aggiuntiva rispetto a quella normale del vedere l’oggetto esposto e/o del sentirsi raccontare come funziona: ad esempio vedere il filmato della macchina in movimento o filmati storici in bianco e nero sul lavoro manuale e artigianale connotato chiave del made in Italy (stiamo scrivendo in questi giorni un articolo sul Country of Origin Effect, forse la mia percezione è un po’ deviata…).
Insomma un’applicazione di proximity (marketing in senso allargato) che consente di creare legami esperienziali e polisensioriali, applicata (per ora) al tessile-abbigliamento con possibili estensioni sul web per aumentare l’esperienza di ricordo e la personalizzazione: beh il massimo per chi sta facendo ricerca su questi temi…
Qui ci sono alcune foto della mia visita.
Se qualcuno passa da Como fino a metà settembre può fare gratuitamente questa esperienza, basta contattare Davide.
Andrea Boaretto

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9 commenti

  1. Fiora Palazzini scrive:

    Buongiorno a tutti e bentornati.
    Vi informo sul “presto spesa” di Esselunga, in quanto oggi l’ho provato per la prima volta. L’ho trovato praticissimo.
    Ed anche simpatico: sono della generazione che ama l’autogestione e apprezza la fiducia dell’impresa nei confronti del cliente (all’americana).
    In sintesi:
    - bisogna avere/fare la carta Fidaty Oro (carta di credito Esselunga con appoggio sul c/c bancario)
    - poi si va alla postazione “presto spesa” per un minimo di burocrazia (firme x accettazione regolamento) viene regalata una borsa ecologica per la propria spesa e insegnato come si procede.
    - nella postazione degli apparecchi portatili – lettori di codice a barre – si passa la propria Fidaty Oro e si illumina uno degli apparecchi che “riconosce” il cliente nominativamente.
    - facilissimo da usare: si passa il lettore sopra il codice dei prodotti, premendo il “più″ per accumulare i vari prodotti. E’ possibile togliere uno o più prodotti (con il meno). Vedere la lista dei prodotti con i costi singoli e il totale. Questo del totale è un bel controllo per capire quanto si sta spendendo, e non avere sorprese alla cassa.Inoltre sono indicati nel display anche i punti fedeltà accumulati.
    - si accede ad una delle casse dedicate “prontospesa” e, senza code, si consegna il lettore ottico (alla cassa possono effettuare una verifica dei prodotti)e si paga, o in contanti, o ancora più velocemente digitando il pin della Fidaty, con addebito in c/c.
    - lo scontrino è nominativo…che fa sempre il suo bell’effetto.

    La tecnologia al nostro servizio. Quasi una “rivoluzione” in termini psicologici e di tempo risparmiato, per essere nella distribuzione.
    Mi è sembrato di capire che l’innovazione sia stata accolta con favore dal pubblico. Bisognerebbe,però,avere dati precisi per una valutazione oggettiva.

    Cordiali saluti,
    Fiora Palazzini

  2. Fiora Palazzini scrive:

    Grazie della risposta. Cercherò di venire senz’altro… ma adesso buone vacanze a tutti.
    F.P.

  3. Davide scrive:

    Ciao,

    ben venga la discussione aperta, non c’è problema.

    Si tratta di un prodotto/servizio sostitutivo delle tradizionali audioguide e senza dubbio il modello di business è lo stesso.
    Il costo è quasi interamente sui contenuti, il costo dell’hardware è fin troppo sopravvalutato (è l’oggetto fisico che si tiene in mano, quindi è una questione psicologica).

    Ci sta alla grande in qualsiasi struttura che voglia utilizzare un nuovo modo di comunicare coi propri visitatori. ;)

    Sarò anche ottimista ma se non lo fossi non mi sarei spinto fino a questo punto.

    Vieni a provare i-muse Fiora? :)

  4. andrea scrive:

    @Fiora
    Grazie per la segnalazione di un’ulteriore applicazione di sistemi in punto vendita che rendono più veloce il processo del fare la spesa. Come promesso torneremo a settembre su questi temi.

    Per le tue richieste su I-Muse, penso che la cosa migliore sia che contatti direttamente Davide, in quanto non penso voglia svelare pubblicamente alcuni punti del suo business plan, ma ben venga la discussione su questo blog per quanto divulgabile.
    Andrea Boaretto

  5. Fiora Palazzini scrive:

    Scusate volevo segnalarvi che alla GS – per la precisione la “mitica GS di viale Piave” a Milano -prima di partire ho visto che stavano predisponendo dei display con dei piccoli “apparecchi” (grandezza poco più di un palmare) riservati a chi ha la carta fidaty oro, con cui sarà possibile fare la spesa senza code alla cassa. Non mi sono soffermata perchè riservavo l’approfondimento a settembre ma cmq evidentemente si tratta di un lettore di codici a banner, ecc ecc.
    Spesso sembra che la GDO possa essere un po’ lenta in una certa evoluzione, ma poi in realtà afferra e velocemente i cambiamenti, se ciò è conveniente. Lo abbiamo visto proprio nel marketing, nell’ultimo decrennio, sempre a mio parere, si intende. E quinbdi dobbiamo monitorare sempre…

    Cortesemente, avrei qualche domanda a proposito di I-Muse. Domande non “da richiesta di preventivo”, sia chiaro, ma di tipo concettual/progettuale, per comprendere bene.
    I palmari vengono consegnati alla cassa del Museo come in qualsiasi museo le audioguide?
    Bella l’idea, ma: 1- quanto costa in più un palmare rispetto ad una audioguida, considerando anche ursura, fragilità superiore dell’oggetto, ecc.?
    2- quanto costa di più la realizzazione del contenuto rispetto a una audioguida (costo minimale quello dell’audio)
    3- per un museo di nicchia come quello di Como mi sembra che “ci stia”: ma per un museo di massa e/o per un evento museale di massa ci sta lo stesso?

    Cordiali saluti,
    FP

  6. Davide scrive:

    Ancora grazie ad Andrea per essere venuto a provare i-muse™.

    Interessante il confronto con i sistemi di self-service per le informazioni sui prodotti nella GD.

    Penso che se l’impostazione dominante è quella descritta, che punta più al profitto che alla soddisfazione del cliente, un sistema informativo su PDA con l’impostazione di migliorare l’esperienza quale i-muse sia fuori luogo in strutture del genere.

    Lo staff di un museo ha invece come obiettivo primario che al visitatore rimanga un bel ricordo della struttura espositiva oltre che certamente pagare il biglietto…

  7. cadine scrive:

    Hai ragione,

    Il problema vero è che la GD non investe in assistenza.
    Un responsabile di una catena GD nazionale ha dichiarato che riprende i commessi che dedicano più di 5 minuti alla vendita di un notebook e incentiva chi invece spende più di 30 minuti per la vendita di un frigorifero.
    Questa logica la vivi quando come me cerchi di avere un minimo di aiuto/considerazione da un commesso. Quell’esperienza è probabilmente la fortuna dei rivenditori IT tradizionali: uno alla fine si stufa e va dal negozio del suo paese/quartiere anche se spende un po’ di più. Se il livello di servizio con componente umana deve essere tenuto basso nelle GD, ci vuole qualcosa di supplettivo. Qualcosa che ti dia un livello giusto di informazioni tecniche, che ti dica quali sono i prezzi, se c’è disponibilità e dove trovi il prodotto che cerchi. Magari anche una bella comparazione con prodotti alternativi. Totem o palmare che sia, qualcosa ci vuole.
    Che ne dici Andrea?
    Mat

  8. andrea scrive:

    @ Cadine
    Ti ringrazio per lo stimolo di riflessione: tu tocchi il tema delle tecnologie ICT all’interno del punto vendita o del proximity marketing in store. Ci sono già esperienze sperimentazioni in corso (dopo le vacanze vi racconterò qualcosa), ma vorrei lasciarti solo questo spunto: pensi veramente che una persona che ha poche conoscenze sui prodotti IT sia disposta ad approfondirle con strumenti self services (non solo palmari, pensa anche ai totem interattivi)? Secondo me preferisce il contatto umano e l’assistenza personale.
    A presto
    Andrea

  9. cadine scrive:

    Caro Andrea,

    mentre tu te la spassavi al museo, io sono stato in un punto vendita di una nota catena GDS. E’ incredibile come anche in periodi “morti” come questo l’assistenza che ti danno sui prodotti IT è quasi nulla.
    Se compri un prodotto del bianco la signorina premurosa salta sempre fuori, se invece vuoi un lettore MP3, una stampante o similari è già tanto se becchi un commesso seccato che ti dice “aspetti ora non posso”. Questione di marginalità, i prodotti It servono per crare traffico nel punto, ma poi gli devi vendere altro per guadagnare sul serio. Ora, questi sistemi ingegnosi di cui parli, non potrebbero essere utilizzati nella GD per fare in modo che i clienti poco orientati come me abbiano delle informazioni in modo automatico e completo? I dipendenti GD non “perdono tempo” con clienti “poco redditizi” ma il livello di assistenza (anche se virtuale) aumenta e con questa la soddisfazione degli utenti e il fatturato IT del pv.
    Che ne pensate?

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