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	<title>Commenti a: I nuovi media e la metafora del martello e di Tafazzi</title>
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	<description>The movement</description>
	<lastBuildDate>Fri, 03 Feb 2012 18:16:17 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Di: lucio</title>
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		<dc:creator>lucio</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:22:29 +0000</pubDate>
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		<description>Attenzione a sottovalutare la fenomenologia del Tafazzi, che non a caso è propugnato dai suoi inventori (o meglio da chi ha tratto ispirazione da Tafazzi il terrore degli Spazi per sviluppare questo capolavoro) come lo &quot;zero comico assoluto&quot;. Si autoflagella, ma ne trae piacere, popolarità, successo. E noi ce ne sollazziamo. 
Un&#039;impresa che utilizza i social media per mettere in pubblico le proprie debolezze, i propri limiti, le proprie fragilità, ovvero per flagellarsi, utilizzando la logica tradizionale della promozione e della difesa ad oltranza, non è che in fondo in fondo si umanizza? Non è che in fondo è più etica e trasparente? Non è che in fondo diminuisce il proprio profilo di rischio reputazionale? Non è che in fondo, mostrandosi per quello che è si crea una reputation ben più solida?
So bene, Andrea, che fai riferimento all&#039;uso cattivo del mezzo e non tanto allo scopo d&#039;uso del mezzo (che in quanto mezzo, come dice il Direttore, ha senso d&#039;essere solo se è funzionale al raggiungimento di un fine), e quindi sono parzialmente off-topic, ma credo che non necessariamente le stampe riciclate descrivano la personalità di un marchio peggio di Guernica: dipende da quanto le stampe mi rappresentano, ma anche dall&#039;arredamento della stanza (toh, la multicanalità che si mischia al capitale reputazionale: e chi l&#039;avrebbe mai detto?) e dalla strategia con cui appendo i quadri (qualcuno ha detto modello di business?). 
Ciao</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Attenzione a sottovalutare la fenomenologia del Tafazzi, che non a caso è propugnato dai suoi inventori (o meglio da chi ha tratto ispirazione da Tafazzi il terrore degli Spazi per sviluppare questo capolavoro) come lo &#8220;zero comico assoluto&#8221;. Si autoflagella, ma ne trae piacere, popolarità, successo. E noi ce ne sollazziamo.<br />
Un&#8217;impresa che utilizza i social media per mettere in pubblico le proprie debolezze, i propri limiti, le proprie fragilità, ovvero per flagellarsi, utilizzando la logica tradizionale della promozione e della difesa ad oltranza, non è che in fondo in fondo si umanizza? Non è che in fondo è più etica e trasparente? Non è che in fondo diminuisce il proprio profilo di rischio reputazionale? Non è che in fondo, mostrandosi per quello che è si crea una reputation ben più solida?<br />
So bene, Andrea, che fai riferimento all&#8217;uso cattivo del mezzo e non tanto allo scopo d&#8217;uso del mezzo (che in quanto mezzo, come dice il Direttore, ha senso d&#8217;essere solo se è funzionale al raggiungimento di un fine), e quindi sono parzialmente off-topic, ma credo che non necessariamente le stampe riciclate descrivano la personalità di un marchio peggio di Guernica: dipende da quanto le stampe mi rappresentano, ma anche dall&#8217;arredamento della stanza (toh, la multicanalità che si mischia al capitale reputazionale: e chi l&#8217;avrebbe mai detto?) e dalla strategia con cui appendo i quadri (qualcuno ha detto modello di business?).<br />
Ciao</p>
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		<title>Di: simon</title>
		<link>http://www.marketingreloaded.com/index.php/07/i-nuovi-media-e-la-metafora-del-martello-e-di-tafazzi/comment-page-1/#comment-895</link>
		<dc:creator>simon</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 09:11:13 +0000</pubDate>
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		<description>Metafora molto efficace!!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Metafora molto efficace!!</p>
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