I milionari nel mondo: dov'è la Cina? | Marketing Reloaded

I milionari nel mondo: dov’è la Cina?

andrea 27 giugno 2007 Italian style

Leggo con molto interesse l’ultima ricerca di Merril Lynch e Capgemini sull’aumento di milionari nel mondo. Noto con stupore che non viene per nulla citata la Cina di cui a novembre 2006 su Il Sole 24 Ore si stimavano che su 10 milioni di cinesi che possono permettersi beni di lusso, i veri ricchi in realtà sono “solo” 3 milioni.
Curioso comunque che nel report “Capgemini Lorenz curve analysis” del 2006 veniva citato il tasso di crescita nel biennio 2004-2005 degli High Net-Worth Individuals (persone con liquidità > 500k US$) per la Cina pari al 19,3%.
Come mai quest’anno manca la Cina? Riflettendo con l’amico e collega Carlo Zanaboni di MetalC abbiamo formulato le seguenti ipotesi:
1. forse mancavano dati attendibili
2. in Cina la presenza e la crescita dei milionari è più bassa che in altri paesi
3. i milionari cinesi non amano stare nel loro paese e vanno ad incrementare il numero di milionari di altri paesi: sappiamo che ai Cinesi piace molto viaggiare ma ci sembra strano che una volta arrichiti espatriano e non ostentino la loro ricchezza nella loro comunità di riferimento.
Si accettano suggerimenti e altre ipotesi.
Andrea Boaretto

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4 commenti

  1. Fabio scrive:

    Che bello spunto per un dialogo.
    Faccio fatica a pensare alla Cina come un paese emergente.
    Sono stato tre settimane fa in Cina per un progetto formativo alla GE Healthcare. Ci sono rimasto una settimana. Ho raccolto alcune informazioni presso diversi interlocutori. Informazioni ch sono conosciute e condivise.

    1. Nella sola città di Pechino ci sono 1.600.000 persone che lavorano nel settore delle
    costruzioni. Lavorano giorno e notte. E’ come dire che tutti i Milanesi fanno case
    24 ore al giorno e non fanno altro.
    2. Nelle zone rurali della Cina ci sono circa 800 milioni di persone delle quali meno del
    20% accede al “Primary Care”, l’assistenza sanitaria primaria. Pensate al Business
    potenziale per tutto l’indotto (assicurazioni, banche, ospedali, infermieri, dottori,
    etc…………)
    3. A Pechino ci sono 6-7 anelli di Tangenziale. In corrispondenza del 6° anello (verso la
    periferia per andare verso i monti dove c’è la grande muraglia per intenderci)le case
    di nuova costruzione (in palazzi da 20 piani) costano dai $1200 ai $1500 al mq.
    4. Se alle Olimpiadi di Atlanta (lo so perchè ero li a vendere) il budget stanziato era di
    $ 1,6 miliardi, per le olimpiadi del 2008 il budget è di $30 miliardi
    5. La Cina non emette Bond. Non hanno bisogno di soldi.
    6. Se uno pensa di vedere tante biciclette quante ne vede in Vietnma si sbaglia. In Cina
    si vedono molte biciclette con il motorino incorporato (i nostri vecchi Mosquito per intenderci)
    7. Le ultime notizie danno le grandi opere affidate ad un capitale a maggioranza privata
    (oltre il 51% .

    Circa 400 anni fa i Confuciani avevano vietato la costruzione di navi con più di 3 alberi
    limitando di fatto il range possibile di influenza delle attività commerciali dei
    cinesi. Ora non è più così. Ora li abbiamo in Casa con negozi tutto ad 1 euro .

    Ora ditemi se in Cina non ci sono ricchi. Non ci credo. Chi ha fatto questa ricerca ha
    omesso di fare degli approfondimenti.

    Saluti
    Fabio Paron

  2. andrea scrive:

    @ Giacomo e Chiara (che mi ha scritto via mail): grazie mille per la precisazione.
    @ Lucio: ti ringrazio per i numerosi stimoli. Condivido l’analisi alla Hofstede: è il tema su cui abbiamo dibattuto anche nel corso della conferenza su Italian Style nei paesi emergenti allo scorso World Marketing & Innovation Forum, quando si parlava della necessità di analizzare i paesi su cui i brand del lusso italiani vogliono focalizzarsi considerando sia l’attrattività del paese da tutti i punti di vista e la compatibilità con le proprie risorse e competenze chiave.

  3. Giacomo scrive:

    Ciao a tutti,
    la Cina non è stata citata da Ansa perché non è entrata nella top ten con “solamente” il 7,8% di crescita.

    Però è presente nel report di Merril Lynch e Cap Gemini!

    ciao,
    Giacomo

  4. Lucio scrive:

    Caro Andrea,
    Le tue ipotesi e quelle di Carlo, mi sembrano molto ragionevoli. Voglio però provare ugualmente a proporre la mia chiave di lettura: la ricerca si riferisce ai nuovi milionari, il che mi fa pensare a un consolidamento delle distanze sociali in Cina, piuttosto che a un arricchimento più o meno generalizzato. In effetti, consideriamo quella fetta di popolazione che popola i sobborghi e le campagne cinesi: non credo che possano disporre di meccanismi di mobilità sociale particolarmente efficaci. In altri termini, potremmo essere nella situazione di “ricchi sempre più ricchi e poveri sempre più poveri”, nella peggiore tradizione dei Paesi a crescita turbolenta e con una forte “distanza di potere” per dirla alla Hofstede. Se confrontiamo la penisola araba, la Russia e l’Islanda, tre esempi di arricchimento da crescita rapidissima, possiamo notare come la distribuzione della ricchezza generata sia stata molto più armonica nel Paese con cultura tradizionalmente democratica. D’altro canto l’assenza in classifica di Paesi Africani, eccezion fatta per il Sud Africa, che non a caso è uno degli Stati più democratici (oltre che, ovviamente, ricchi) del continente, mi pare emblematica.
    Questo ragionamento, però, farebbe fatica a spiegare a presenza in classifica di Emirati Arabi e
    Russia. Sulla Russia faccio fatica ad esprimerm: gli elementi di disturbo a un’analisi serena del contesto sono notevoli (corruzione, flussi migratori verso l’esterno dei nuovi ricchi ecc.). Sugli Emirati Arabi credo invece che la crescita dell’82% circa del PIL nel 2006 (!!!) spieghi abbastanza.
    Questo, ovviamente, non significa che non stanno crescendo i ricchi in Cina, ma che forse lo stanno facendo a un ritmo meno sostenuto di quanto si potrebbe in un contesto socio-politico differente.
    Infine, uno spunto di riflessione: in quale parte, l’enorme ricchezza generata in Cina rimane in Cina? E quanta va a remunerare gli investitori esteri? Probabilmente se il dato non si riferisse alla nazionalità dei ricchi, ma al luogo in cui la nuova ricchezza si è generata, troveremmo la Cina ai primissimi posti.
    A presto
    Lucio

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