Aziende e social network: cosa fare se ci sono i furbetti?

andrea 5 febbraio 2008 Co-creazione, Multicanalità

Come qualcuno di voi sa, su Facebook abbiamo un gruppetto di amici che ci seguono e da qualche tempo qualcuno ha iniziato anche a proporre discussioni o a segnalare eventi interessanti: finalmente…in quanto il nostro obiettivo è proprio questo, fare in modo che chi è interessato partecipi attivamente co-creando valore all’interno di una comunità.
Tutto felice, scopro però che un personaggio, il Ceo di una software house americana, titolare di un software di Marketing 2.0, prima posta un link ad un comunicato stampa, diffuso qualche giorno prima, della nuova release del suo software, poi non contento qualche giorno dopo posta un video con la presentazione del medesimo.
Io timidamente avevo tentato di rispondere al suo primo link dicendo che era il benvenuto ma che mi sarei aspettato anche contributi di valore ma non il mio post non ha avuto successo, anzi…
Mi chiedo: cosa spinge un’azienda USA a posizionarsi in maniera un po’ ridicola in una comunità italiana di 130 (dati ad oggi…) 162 (aggiornamento al 11/03/08) membri, sebbene fortemente profilati sul tema del “Marketing 2.0”? Si aspettano richieste di informazioni e vendite del loro software? O semplicemente l’idea sottostante è di piazzarsi su un media gratuito?
Ora Facebook è un po’ strano per cui io, come admin, volendo posso rimuovere il video ma non il link al suo comunicato stampa, ma non so cosa fare: rimuovo il possibile e poi passo per quello che non valorizza i contributi generati dagli utenti? Faccio finta di niente ma con il rischio che il gruppetto di amici abbandonino il gruppo in quanto rischia di degenerare in un frullatore di pubblicità?
Mi capirà, quindi, “Francesco Webank” sul fatto che sono stato scettico ad inserirlo nel gruppo di amici, anche se in questo caso una presenza dichiarata ed un comportamento fair mi ha tranquillizzato.
Andrea Boaretto

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